ore 10.6 del 19 settembre 2014
I comitati si oppongono alla realizzazione del progetto a Conselice: "E' pericoloso per la salute e danneggia l'agricoltura"
Si chiama “Re-cycle” Day, ed è una pedalata di dissenso. Su due ruote, i cittadini di Conselice, nel Ravennate, riuniti in comitati locali "No Matrix", manifesteranno domenica 21 (raduno alle ore 14 in piazza Foresti e a Lavezzola) contro il nuovo impianto di recupero rifiuti che sorgerà all’ex colorificio. “Sarà una pedalata rumorosa”, promettono i manifestanti che chiuderanno la protesta davanti al municipio.
Il motivo della protesta è l’opposizione a una decisione di realizzare un impianto di recupero rifiuti speciali a matrice inerte in via Selice, nella sede dell’ ex colorificio Endeka a Conselice (in foto). A febbraio scorso è risultata positiva la valutazione di impatto ambientale: il via libera in una delibera regionale. Un progetto proposto da Officina dell’Ambiente, che da dieci anni trasforma nello stabilimento di Lomello le ceneri dei rifiuti solidi urbani in un componente utilizzabile nel settore dei laterizi. Con questo impianto, spiegano i cittadini che si oppongono, saranno trattate 250.000 tonnellate annue di rifiuti, di cui 62.500 pericolose, come emerge dalla delibera della Giunta Regionale.
I cittadini di Conselice contrari al progetto raccontano: l’attività dell’impianto è finalizzata al trattamento fisico-meccanico delle scorie di combustione provenienti da tutti gli inceneritori della Regione Emilia Romagna, ma non solo. "Queste scorie provengono da rifiuti solidi urbani, rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi a matrice inerte, e vengono trasformati in materiale granulare, destinato alla produzione di materiale edile, da cui nascerà MatrixStandard, una materia prima seconda utilizzata per la produzione del cemento e di manufatti in cemento. Si tratta di scorie che contengono una percentuale di metalli pesanti, alcuni dei quali riconosciuti cancerogeni".
Il comitato contesta la mancata informazione ai cittadini che il trasporto di queste scorie avverrà a mezzo camion che transiteranno dal centro di Lavezzola e a pochi metri da quello di Conselice, che "non si è tenuto conto della vocazione agricola del territorio (sul terreno confinante con l’impianto sono coltivati 2300 ettari di terreni, di cui 350 dedicati a coltivazione biologica), che il sito individuato si trova in una zona soggetta ad allagamenti. "Lo stabilimento- continua la denuncia - sorge a soli 11 km dal Parco Regionale Delta del Po e l’oasi di Campotto. Inoltre è assurdo, dopo l'esperienza dell'Eternit, l’utilizzo delle scorie per la produzione di materiali per l’edilizia". Sul caso è stato anche presentato un esposto alla magistratura da un comitato locale di cittadini, in attesa di giudizio.
Il motivo della protesta è l’opposizione a una decisione di realizzare un impianto di recupero rifiuti speciali a matrice inerte in via Selice, nella sede dell’ ex colorificio Endeka a Conselice (in foto). A febbraio scorso è risultata positiva la valutazione di impatto ambientale: il via libera in una delibera regionale. Un progetto proposto da Officina dell’Ambiente, che da dieci anni trasforma nello stabilimento di Lomello le ceneri dei rifiuti solidi urbani in un componente utilizzabile nel settore dei laterizi. Con questo impianto, spiegano i cittadini che si oppongono, saranno trattate 250.000 tonnellate annue di rifiuti, di cui 62.500 pericolose, come emerge dalla delibera della Giunta Regionale.
I cittadini di Conselice contrari al progetto raccontano: l’attività dell’impianto è finalizzata al trattamento fisico-meccanico delle scorie di combustione provenienti da tutti gli inceneritori della Regione Emilia Romagna, ma non solo. "Queste scorie provengono da rifiuti solidi urbani, rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi a matrice inerte, e vengono trasformati in materiale granulare, destinato alla produzione di materiale edile, da cui nascerà MatrixStandard, una materia prima seconda utilizzata per la produzione del cemento e di manufatti in cemento. Si tratta di scorie che contengono una percentuale di metalli pesanti, alcuni dei quali riconosciuti cancerogeni".
Il comitato contesta la mancata informazione ai cittadini che il trasporto di queste scorie avverrà a mezzo camion che transiteranno dal centro di Lavezzola e a pochi metri da quello di Conselice, che "non si è tenuto conto della vocazione agricola del territorio (sul terreno confinante con l’impianto sono coltivati 2300 ettari di terreni, di cui 350 dedicati a coltivazione biologica), che il sito individuato si trova in una zona soggetta ad allagamenti. "Lo stabilimento- continua la denuncia - sorge a soli 11 km dal Parco Regionale Delta del Po e l’oasi di Campotto. Inoltre è assurdo, dopo l'esperienza dell'Eternit, l’utilizzo delle scorie per la produzione di materiali per l’edilizia". Sul caso è stato anche presentato un esposto alla magistratura da un comitato locale di cittadini, in attesa di giudizio.
