mercoledì 12 febbraio 2014

Officina dell'Ambiente a Conselice, Bordoni (RC): "In gioco il modello di sviluppo del territorio"

mercoledì 12 febbraio 2014
Prosegue la lotta di Tiziano Bordoni, Capogruppo Rifondazione Comunista del Comune di Conselice (e consigliere provinciale) contro il progetto dell'impianto Officina dell'Ambiente S.P.A. per il recupero rifiuti speciali anche pericolosi a matrice inerte. "La posizione sull'Officina dell'Ambiente appare sempre più questione dirimente della prossima imminente campagna elettorale. Perdurano e si approfondiscono le
preoccupazioni della popolazione in merito al rischio ambientale complessivo relativo alla localizzazione di tale impianto a Conselice e queste preoccupazioni si estendono anche ai problemi derivanti dal trasporto del materiale necessario per il funzionamento dello stabilimento." scrive Bordoni in una nota stampa. 
"Le politiche ambientali europee e regionali si muovono verso una eliminazione degli inceneritori e dei termovalorizzatori, per cui costruire un impianto che ha la sua ragion d'essere e la sua materia prima nel sottoprodotto di tale processo ci sembra sbagliato" sottolinea l'esponente di Rifondazione.
E prosegue: "Il Comune di Conselice è un comune che per la sua evoluzione storica ed economica ha fatto della produzione agricola e agroalimentare una importante base del tessuto sociale del territorio. Ci chiediamo se sia stata condotta un' adeguata analisi dei costi-benefici economici derivanti dall'inserimento nel territorio di un impianto di tale portata e destinazione.
Inoltre non può essere condiviso (in questo caso come in altre questioni in passato) che una decisione di tale rilevanza possa essere assunta senza un preventivo passaggio (con determina di voto ed espressione di volontà)  dai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali interessati con la possibilità dei cittadini di pronunciarsi anche con lo  strumento referendario se necessario.
Realizzare o meno un impianto come l'Officina dell'Ambiente non è solo questione di "fattibilità tecnica" e di opposizione giuridica, ma di volontà politica ed economica. Da questo livello è venuta la decisione e da questo livello deve essere cambiata".
"È in gioco il modello di sviluppo per il nostro territorio negli anni a venire - conclude Bordoni - Noi riteniamo che debba essere riprogettato valorizzando le vocazioni esistenti aggiungendo ad esse nuove opportunità lavorative e formative di prossimità che vanno nella direzione opposta al modello che questo stabilimento  propone".
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