martedì 18 febbraio 2014

Area Rifiuti-il sistema che non funziona

arearifiutiokI rifiuti e la loro gestione sono elemento emblematico e di grossa emergenza che aiuta a riflettere sulle conseguenze del modello economico, produttivo e di consumo dominanti. Da diversi anni, la questione della gestione dei rifiuti ha assunto contorni allarmanti per diverse regioni italiane oltre che a livello globale.

La mancanza di una strategia di lungo termine, finalizzata alla drastica riduzione dei rifiuti attraverso politiche di riduzione a monte, raccolta differenziata “porta a porta” riuso e riciclo ha portato ad una prassi consolidata che si serve spesso della comoda etichetta dell'emergenza.


Perchè i rifiuti

I conflitti ambientali e sociali riguardanti i rifiuti assumono risvolti sempre più drammatici sulla qualità dei territori, della salute degli abitanti, della qualità della vita. L'origine di questi ultimi sta in una gestione del ciclo dei rifiuti, che, per quanto abbia impatti feroci su salute e ambiente, risulta enormemente profittevole per i gestori stessi. Per questo lavoriamo a fianco di comitati, comunità e associazioni impegnate nella difesa del territorio da una gestione criminale dei rifiuti e della promozione di altri modelli di gestione, ragionando al contempo allo sviluppo di progettualità che si sostanzino in esperienze virtuose a livello territoriale.

A livello nazionale, una delle contraddizioni maggiori – che è tuttavia alla base delle politiche amministrative e impedisce, di fatto, un cambiamento – riguarda la coesistenza di incenerimento, riduzione alla radice della produzione di rifiuti, raccolta differenziata e riciclaggio: i tre assi su cui si fonda il modello delineato dai piani rifiuti varati negli ultimi dieci anni.

L’incenerimento in Italia, infatti, è ancora considerato una fonte di energia rinnovabile, prodotta in grandi quantità sfruttando i rifiuti come combustibile. E’ chiaro, dunque, come chi investe in questo tipo di impianti non abbia alcun interesse a vedersi ridurre la quantità di rifiuti disponibile o a differenziarla, dal momento che resterebbe poco o nulla per il combustibile di cui gli inceneritori necessitano per funzionare a regime.


"Emergenza" rifiuti

Così, in gran parte d’Italia l’individuazione di discariche e l’incenerimento sono considerate come l’unica soluzione possibile all’“emergenza rifiuti”. Pertanto, i conflitti ambientali e sociali riguardanti i rifiuti assumono risvolti sempre più drammatici sui territori, sulla salute degli abitanti, sulla qualità della vita. L'origine sta in una gestione del ciclo dei rifiuti, che, per quanto abbia impatti feroci su salute e ambiente, risulta enormemente profittevole per i gestori. Eppure è la volontà politica a mancare e non le alternative, che esistono e sono riassunte dalla cosiddetta strategia “rifiuti zero”.

Di quest’ultima aggregazioni di cittadini disseminate sul territorio nazionale hanno spostato gli obiettivi – primo fra tutti la tempestiva pianificazione decentrata della raccolta differenziata “porta a porta” spinta –, facendosi promotori di numerose proposte finalizzate a cambiare il modello attuale e improntate su una diversa priorità: la riduzione della quantità di rifiuti prodotta.

Da ciò deriva la nostra scelta di lavorare a fianco di comitati, comunità e associazioni impegnate nella difesa del territorio contro una gestione criminale dei rifiuti, per la promozione di altri modelli di gestione e lo sviluppo di progettualità che si sostanzino in esperienze virtuose a livello territoriale.

http://asud.net/rifiuti/